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19 febbraio 2007

 

“L’etica del profitto contagia il mondo”.

E’ il commento di mons. Elio Sgreccia alla notizia che le donne britanniche potrebbero essere pagate 250 sterline per ogni donazione di ovuli

da destinare alla ricerca scientifica

- Intervista con Francesco D’Agostino -

 

         “L’etica del profitto contagia il mondo”. Così mons. Elio Sgreccia presidente della Pontificia Accademia per la Vita in un‘intervista al quotidiano La Stampa sulla notizia che le donne britanniche potrebbero essere pagate 250 sterline per ogni donazione di ovuli da destinare alla ricerca scientifica. Mons. Sgreccia ribadendo l’inaccettabilità di una tale pratica dal punto di vita morale ha sottolineato anche che in questo modo “verrebbe calpestata la dignità della donna”. L’Autorità britannica per la fertilità umana e l'embriologia dovrebbe annunciare il via libera alla pratica il prossimo 21 febbraio. Al microfono di Massimiliano Menichetti Francesco D’Agostino presidente dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani:

 

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R. - La stessa espressione “donatrice a pagamento” è un insulto per l’intelligenza e per l’etica. Si vuole, attraverso il riferimento alla donazione, legittimare una pratica che è esclusivamente speculativa e va contro uno dei principi fondamentali della dignità dell’uomo, la non commerciabilità del corpo umano in alcuna delle sue parti.

 

D. – Il documento fa riferimento anche alla possibilità di avere una piccola somma di rimborso spese. Questo potrebbe far intravedere che le donazioni potrebbero anche non venire soltanto dalle donne britanniche?

 

R. – Ma sembra proprio di capire che le cose stiano così. La cifra che viene messa a disposizione per un’operazione così invasiva come il prelievo degli ovociti è abbastanza bassa. La promessa aggiunta di rimborsare le spese di viaggio fa inevitabilmente venire in mente che gli inglesi sperino che molte donne che provengono dall’economia disagiata come quella dell’est europeo, possano mettersi in movimento per Londra per vendere i loro ovociti ottenendo il rimborso delle spese di viaggio e questa cifra, se è piccola per una donna inglese, è molto cospicua per una donna dell’est europeo. Vergogna si aggiunge a vergogna.

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Ai nostri microfoni la testimonianza del cardinale francese

Philippe Barbarin in visita in Algeria per promuovere

il dialogo islamo-cristiano

 

Si concluderà mercoledì prossimo la visita in Algeria del cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, e del presidente del Consiglio del culto musulmano della Regione francese Rodano-Alpi, Azzedine Gaci. In primo piano: la promozione del dialogo tra Cristianesimo e Islam. Tappa emblematica del viaggio, il Monastero di Tibhirine, dove nel 1996 sette monaci trappisti vennero sequestrati e uccisi da integralisti islamici. Ascoltiamo la riflessione del cardinale Philippe Barbarin, al microfono di Mathilde Auvillain:

 

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R. - Il y a 150 mille musulmans qui vivent dans la région Rhône-Alpes,  

“Ci sono circa 150 mila musulmani nella nostra regione di Rhône-Alpes; la qualità dei nostri rapporti fraterni, del nostro vivere insieme, del rispetto vicendevole, della stima spirituale vicendevole, è una cosa fondamentale. Può essere che il problema abbia assunto toni molto particolari, dopo quello che è successo da una parte a Ratisbona e dall’altra ad Istanbul in autunno, in occasione della visita del Papa al Patriarcato di Costantinopoli. Sono stato molto colpito da una frase del Santo Padre, poco dopo Ratisbona, quando la domenica successiva, all’Angelus, ha detto: ‘Mi sono meravigliato e dispiaciuto delle reazioni causate dal mio discorso a Ratisbona; invito quindi cristiani e musulmani ad iniziare o riprendere un dialogo ad alto livello, per  meglio conoscersi’. Ho pregato molto e attentamente ascoltato questo discorso del Papa, e mi sono chiesto: in definitiva, quale soggetto vorrei o potremmo noi tutti, approfondire con i musulmani? Ne è scaturita una lista impressionante di argomenti! Ora, per esempio, abbiamo iniziato il dialogo con la moschea di Lione su molte questioni: qual è la concezione della Creazione? Quale la concezione dell’onnipotenza di Dio? Quale la concezione dell’adorazione, della misericordia, che è un punto fondamentale per i musulmani perché se ne parla in ogni ‘sura’ del Corano, ed è essenziale per i cristiani? Dice Gesù nel Vangelo: ‘Siate misericordiosi come lo è il Padre vostro’. Senza contare poi tutte le questioni di ordine pratico che riguardano la morale, la bioetica, le pratiche spirituali, come il digiuno, la preghiera, la spiritualità, il pellegrinaggio, l’elemosina che sono dei ‘pilastri’ nell’Islam: nel cristianesimo non ci sono pilastri ... cioè, l’unico pilastro del cristianesimo è Cristo. Queste pratiche, peraltro, non sono di second’ordine per noi: sono raccomandate da Gesù stesso che nel Vangelo dice: ‘Quando preghi, quando fai l’elemosina, quando fai il digiuno, che tutto questo si svolga nel segreto’. Credo dunque che abbiamo da sviluppare un dialogo piuttosto ricco, in ambiti molto diversi e molto importanti”.

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