Radiogiornale
19 febbraio 2007
“L’etica del profitto contagia il mondo”.
E’ il commento di mons. Elio Sgreccia alla notizia che le donne britanniche
potrebbero essere pagate 250 sterline per ogni donazione di ovuli
da destinare alla ricerca scientifica
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Intervista con Francesco D’Agostino -
“L’etica del
profitto contagia il mondo”. Così mons. Elio Sgreccia presidente della
Pontificia Accademia per
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R. - La stessa espressione “donatrice a pagamento” è un
insulto per l’intelligenza e per l’etica. Si vuole, attraverso il riferimento
alla donazione, legittimare una pratica che è esclusivamente speculativa e va
contro uno dei principi fondamentali della dignità dell’uomo, la non
commerciabilità del corpo umano in alcuna delle sue parti.
D. – Il documento fa riferimento anche alla possibilità di
avere una piccola somma di rimborso spese. Questo potrebbe far intravedere che
le donazioni potrebbero anche non venire soltanto dalle donne britanniche?
R. – Ma sembra proprio di capire che le cose stiano così.
La cifra che viene messa a disposizione per un’operazione così invasiva come il
prelievo degli ovociti è abbastanza bassa. La promessa aggiunta di rimborsare
le spese di viaggio fa inevitabilmente venire in mente che gli inglesi sperino
che molte donne che provengono dall’economia disagiata come quella dell’est
europeo, possano mettersi in movimento per Londra per vendere i loro ovociti
ottenendo il rimborso delle spese di viaggio e questa cifra, se è piccola per
una donna inglese, è molto cospicua per una donna dell’est europeo. Vergogna si
aggiunge a vergogna.
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Ai nostri microfoni la testimonianza del cardinale francese
Philippe Barbarin in visita in Algeria per promuovere
il dialogo islamo-cristiano
Si concluderà mercoledì
prossimo la visita in Algeria del cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di
Lione, e del presidente del Consiglio del culto musulmano della Regione francese
Rodano-Alpi, Azzedine Gaci. In primo piano: la promozione del dialogo tra
Cristianesimo e Islam. Tappa emblematica del viaggio, il Monastero di
Tibhirine, dove nel 1996 sette monaci trappisti vennero sequestrati e uccisi da
integralisti islamici. Ascoltiamo la riflessione del cardinale Philippe
Barbarin, al microfono di Mathilde Auvillain:
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R. -
Il y a 150 mille musulmans qui vivent dans la région Rhône-Alpes, …
“Ci sono circa 150 mila musulmani nella nostra regione di
Rhône-Alpes; la qualità dei nostri rapporti fraterni, del nostro vivere
insieme, del rispetto vicendevole, della stima spirituale vicendevole, è una
cosa fondamentale. Può essere che il problema abbia assunto toni molto
particolari, dopo quello che è successo da una parte a Ratisbona e dall’altra ad
Istanbul in autunno, in occasione della visita del Papa al Patriarcato di
Costantinopoli. Sono stato molto colpito da una frase del Santo Padre, poco
dopo Ratisbona, quando la domenica successiva, all’Angelus, ha detto: ‘Mi sono
meravigliato e dispiaciuto delle reazioni causate dal mio discorso a Ratisbona;
invito quindi cristiani e musulmani ad iniziare o riprendere un dialogo ad alto
livello, per meglio conoscersi’. Ho
pregato molto e attentamente ascoltato questo discorso del Papa, e mi sono
chiesto: in definitiva, quale soggetto vorrei o potremmo noi tutti, approfondire
con i musulmani? Ne è scaturita una lista impressionante di argomenti! Ora, per
esempio, abbiamo iniziato il dialogo con la moschea di Lione su molte
questioni: qual è la concezione della Creazione? Quale la concezione
dell’onnipotenza di Dio? Quale la concezione dell’adorazione, della misericordia,
che è un punto fondamentale per i musulmani perché se ne parla in ogni ‘sura’
del Corano, ed è essenziale per i cristiani? Dice Gesù nel Vangelo: ‘Siate
misericordiosi come lo è il Padre vostro’. Senza contare poi tutte le questioni
di ordine pratico che riguardano la morale, la bioetica, le pratiche spirituali,
come il digiuno, la preghiera, la spiritualità, il pellegrinaggio, l’elemosina
che sono dei ‘pilastri’ nell’Islam: nel cristianesimo non ci sono pilastri ...
cioè, l’unico pilastro del cristianesimo è Cristo. Queste pratiche, peraltro,
non sono di second’ordine per noi: sono raccomandate da Gesù stesso che nel
Vangelo dice: ‘Quando preghi, quando fai l’elemosina, quando fai il digiuno, che
tutto questo si svolga nel segreto’. Credo dunque che abbiamo da sviluppare un
dialogo piuttosto ricco, in ambiti molto diversi e molto importanti”.
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